festivalfilosofia sulle arti

05/07/2018 - festivalfilosofia – I menu della “verità”

  “Preoccupati del possibile disorientamento del nostro pubblico di fronte al tema proposto quest’anno – verità – e ben sapendo che veritas latet in puteo, abbiam tentato di offrire qualche rassicurante aiuto. Per evitare angosce esistenziali dovute alla carenza di verità – droga di tanti filosofi – e per dare qualche soddisfazione al desiderio di possederla, dopo aver scartato l’idea di installare tanti distributori automatici, con più attenta riflessione abbiamo ritenuto meglio aprire al pubblico tutti i possibili pozzi di scienza: ne abbiamo aperti tanti, a Modena, Carpi e Sassuolo, quanti ne offriva la cultura di oggi, sicché tutti potessero saggiare acque diverse, naturali o frizzanti, ricche di essere e nulla, trascendenza e immanenza, assoluto e relativo.

  Non sappiamo se tutti saranno capaci di scendere in fondo ai pozzi, spesso molto profondi, con acquitrinosi percorsi dilemmatici; ci siamo quindi premurati di offrire una tavola di salvataggio. Sì, proprio una tavola, perché è a tavola che forse troviamo quella verità intera, piacevole, morbida, profumata che possiamo non solo contemplare ma gustare, come volevano i mistici medievali. A tavola noi abbiamo la manifestazione e il trionfo dell’assoluto, del bene, del buono, del bello nelle sue storiche determinazioni. A tavola – come suggeriscono i nostri menu – l’intero si manifesta nel molteplice, come nei quadretti in brodo con fegatini, nella pacifica bomba di riso, nei ciccioli e nelle tigelle, nella sinfonia dei bolliti e dei fritti, nello stracotto dell’intelligente asinella, negli involtini di verza, nell’esplosione enciclopedica del saggio maiale, nei fosforosi pesci azzurri, nel verdeggiante prato di zucchini e radicchio, negli antichi calzagatti, nella zuppa inglese. Così la verità, cercata forse invano in tanti pozzi di scienza, si ritrova nella sua molteplicità fenomenica quale espressione di una grande storia culturale, quella emiliana, che ci accompagnerà ancora la notte con salumi e formaggi annegati in spumeggiante lambrusco o in un bianco tranquillo, per ricordarci che non solo in mensa ma anche in vino veritas”.

 

 

Tullio Gregory

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