Bundurakis, Christto & Andrew, Desaubliaux, Kard, Schiesari<br>Antropotecniche
Christto & Andrew, Existential Nightmare, 2018 | Photo Print on Canson Fiber Rag, 120 x 160 cm | © the artists, Courtesy Metronom
Friday 13 September 2019
11:00 - 23:00
Le gallerie d’arte per il festivalfilosofia
Moderator:

Curatrice: Marcella Manni
Produzione: Metronom

Modena

Gli artisti contemporanei si dimostrano sempre più coinvolti nella ridefinizione della rappresentazione corporea e dell'auto-rappresentazione grazie anche a strumenti e tecniche innovative, in un processo continuo e, spesso, interattivo. I codici di programmazione, il 3D, i videogiochi sono, in effetti, alcuni dei mezzi utilizzati per la produzione di questo tipo di lavori. Come una finestra affacciata su un mondo “nuovo”, queste ricerche ci invitano a passare letteralmente a un ambiente virtuale, a dialogare con le tecnologie che ci circondano al fine di esplorare nuove forme e nuovi linguaggi. Le tecniche avanzate e sperimentali mostrano che la fotografia può funzionare aldilà del tradizionale modello di rappresentazione.

Metronom, con la mostra Antropotecniche, presenta il lavoro di cinque artisti internazionali che attraverso tecniche e linguaggi differenti lavorano alla ridefinizione del concetto di “persona”, esplorandone i molteplici significati nel contesto sociale, culturale, politico e filosofico. Il filosofo tedesco Peter Sloterdjk, portando avanti una complessa riflessione sull’uomo, la tecnica e la ridefinizione dell’umano, ha elaborato il concetto di ‘antropotecnica’: “Il concetto di "antropotecnica" si riferisce all'intera autopoiesi, o auto-creazione, del "genere umano" nelle sue molte migliaia di specializzazioni culturali. È empirico, pluralista ed egualitario - nel senso che tutti gli individui, come eredi della memoria dell'umanità, sono liberi di superare se stessi". A partire da questa riflessione e da questi spunti, Metronom, in occasione difestivalfilosofia, propone una selezione di opere e autori che si confrontano in modo diretto o lato con la rappresentazione e la costruzione di corpo e figura.

Come ci si sente ad avere un corpo e a essere un vertebrato? Elena Aya Bundurakis,con la serie Eating Magma, esplora il dubbio esistenziale del ‘chi sono?’ ‘cosa faccio?’, usando principalmente fotografia, disegni, video e poesia haiku, per dare forma visiva alla sensazione di essere vivi, rappresentandola. Bundurakis ci porta sotto la superfice delle cose, sotto la sua pelle e sotto la pelle degli esseri viventi, osservando e registrando con fotogrammi particolari di corpi viventi e close-up di elementi naturali. In una possibile era post-naturale, tra milioni di anni, l’anatomia molle di alghe multiformi o misteriose escrescenze sopravvivrà ai cyborg e all’estinzione dei robot, ci suggerisce Bundurakis, con un uso della fotografia che porta l’attenzione dello spettatore a una dimensione tattile e materiale in cui si osserva l’occhio trasformarsi in una bocca (con il corredo di denti).

Un immaginario in cui figure in bilico tra umano e transumano sono messe in scena e ritratte in una indefinita e allo stesso tempo ipertecnologica dimensione temporale, questo il ‘purgatorio criptato’ del duo Christto & Andrew. Secondo Ray Kurzweil i computer in grado di agire simulando la mente umana sono una realtà non tanto futuribile quanto possibile, così come la loro capacità di interagire con la sfera emozionale. L’essere umano cambia, anche e soprattutto nel suo ruolo nel contesto sociale; il transumano è per C&A questa costante tendenza al cambiamento verso una paventata disumanizzazione che vede la tecnologia prendere il controllo e ‘guidare’ la mente umana. Un processo che il duo di artisti racconta (o esorcizza) con la fotografia, mezzo privilegiato per mettere in discussione il concetto di realtà e le sue possibilità di manipolazione. 

La giovane artista francese Alix Desaubliaux presenta un allestimento del progetto Greenboots: il titolo fa riferimento al nome dato al corpo non identificato di uno scalatore, ritrovato sulla rotta principale della cresta nord-orientale del Monte Everest nel 1996. Il termine Green Boots è originato dagli stivali verdi da alpinismo che indossava lo scalatore; questo elemento, diventato famoso e simbolo dello scalatore stesso, è stato utilizzato dall’artista per creare un videogioco basato sulla vicenda dell’uomo. L’utilizzo di un evento realmente accaduto, la sovrapposizione del personaggio reale a quello ricostruito tramite la creazione di un protagonista-avatar per il videogioco e la sua riproduzione con la stampa 3D, creano nel lavoro dell’artista frammenti di scenografie, pezzi di una possibile storia, che esplora e supera i limiti legati alle modalità di rappresentazione e narrazione tradizionali.


Kamila Kard, artista italo-ungherese, nella serie Women as a Temple, rappresenta una serie di corpi femminili caratterizzati da un'anatomia generosamente abbondante, sotto forma di modelli "scolpiti” digitalmente: la bellezza, concetto di matrice classica, lascia il posto a una fenomenologia decadente.

I materiali utilizzati per le sculture digitali sono potenzialmente i più diversi: pietra, plastica, vetro e metalli satinati; questa variabilità sembra racchiudere però un'idea di unicità per ogni forma del corpo, a partire e  sottolineandone la diversità. Queste madri paleolitiche dell’oggi, queste terrene veneri contemporanee, sono accoglienti e morbide ma allo stesso tempo corpi fittizi e alienati, privi di arti e testa, abitano sulla soglia tra dimensione materiale e digitale, seducenti e spirituali allo stesso tempo.

Ritratti di giovani uomini e giovani donne, è il titolo della serie fotografica di Simone Schiesari, realizzata  prelevando una serie di volti giovanili da opere pittoriche appartenenti alla grande storia dell?arte, isolandoli poi completamente dal loro contesto iconografico, così da incentrare l’attenzione sulle pure fisionomie. Ogni volto di giovane appare dunque nella sua particolare unicità e individualità, ma anche nella solitaria malinconia, che gli derivano dal suo stesso aspetto. Realismo e finzione si fondono, sollevando domande sulla questione della "realtà" del volto umano, sull'apparenza e sulla relatività della nostra idea di rappresentazione.

Elena Aya Bundurakis (Creta, 1988) è un’artista greco-giapponese, che vive tra Atene e Anversa. Laureata in fotografia presso la Royal Academy of Fine Arts di Anversa, nel suo lavoro combina diversi media come fotografia, disegno, video e poesia haiku. Bundurakis concepisce allestimenti specifici, molteplici varianti e combinazioni inusuali, sviluppati sia in progetti editoriali che in installazioni ambientali. Tra le mostre recenti: Hate Speech, Aggression und Intimitat, Km Kunstlerhaus, Graz, AU (2019); Currents #6: Good Intentions, Marres Maastricht, BE (2019); Bring Your Photobook, L’Image sans nom & Galerie Wégimont, Liegi, BE (2019); Blurring the Lines, Paris College of Arts, Parigi (2018); COOK IT BAKE IT or FORGET IT!, Zuiderpershuis, Anversa, BE (2018); PPLATS #1, Photographic Centre Peri, Turku, FI (2018). http://freethecelery.com

Christto & Andrew, Christto Sanz (Puerto Rico, 1985) e Andrew Weir (Sud Africa, 1987), vivono e lavorano a Doha, in Qatar. Insieme producono fotografie, mix media e video, esplorando le identità sociali, i media e la re-interpretazione della storia. Hanno esposto i loro lavori in istituzioni pubbliche e private in Medio Oriente, negli Stati Uniti, in America Centrale e in Europa. Tra le ultime mostre personali e collettive: Encrypted Purgatory, Metronom, Modena (2018); Zeitgenossische Kunst Katar, Kraftwerk Berlin (2017); ANTOLOGIA, Metronom, Modena (2017); Muddy Waters, NonostanteMarras, Milano (2016); Politics of Sports, Unseen, Amsterdam (2016); Bling Bling Baby, NRW Forum, Dusseldorf, DE (2016). Nel 2018 sono rientrati tra i finalisti del New Discovery Award del Festival Les Rencontres de la Photographie, ad Arles.  https://christtoandrew.com

Alix Desaubliaux (Nancy, 1993) è un’artista-ricercatrice presso l'unità di ricerca sul digitale di ENSBAL, a Lione. La sua pratica va dalla stampa 3D e alla ceramica, all’elettronica e alla creazione di videogiochi. Esplora la relazione che l'uomo costruisce con le entità virtuali e ne materializza gli esiti attraverso l'allestimento di laboratori sperimentali. Desaubliaux ha esposto in mostre personali quali: Paidia, Galeire du Pavillon, Pantine, FR (2018); Ice-Golem & Cute-Kitten, Barcraft - The Achievement, Nancy, FR (2017); Genese_paysage, Modulab, Metz, FR (2017) e in mostre collettive, tra cui le più recenti: Expérience Pommery #14: L’espirit Souterrain, Domaine Pommery, FR (2018); Process Time, Musée de l’Historie du Fer, Nancy, FR (2018). http://alixdesaubliaux.fr/VJ.html

Kamilia Kard (Milano, 1981) è un’artista, curatrice e docente. Dopo aver conseguito una laurea in Economia Politica presso l'Università Bocconi di Milano, ottiene un diploma triennale in Pittura e una laurea specialistica in Net Art all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Kard si concentra sulla costruzione dell'identità nell'era di Internet, lavorando sull'immagine digitale, statica o animata, trasformandola in GIF, siti web, stampe, video e installazioni. Ha esposto in vari luoghi tra cui i più recenti: Victoria and Albert Museum di Londra, EP7 Paris, IMAL di Brussels, Fotomuseum di Winterthur, La Triennale di Milano, il museo d’arte contemporanea di Sao Paolo, Brasile, La Quadriennale di Roma, Hypersalon Miami e il Museo del 900 di Milano. Ha curato la raccolta Alpha Plus – Anthology of Digital Art (Editorial Vortex 2017).  http://kamiliakard.org

Simone Schiesari (Rovigo, 1974) si dedica da sempre alla fotografia. Nel 2001 si è trasferito a Milano, dove ha focalizzato la sua ricerca sulla rappresentazione della fisiognomica e della natura umana, esplorando in particolare la loro interazione con il mondo artificiale. Tra le mostre recenti: Prototipi, Baco Arte contemporanea, Bergamo (2018); Ritratti di giovani uomini e giovani donne, Fotografia Europea, Reggio Emilia (2017); IMM’ expo 2, Isolo Gallery, Verona (2017); Italian Look N.3, Daegu Photo Biennale, Daegu, Korea (2014).

 

Orari durante il festivalfilosofia:

Venerdì 13 settembre ore 11.00 – 23.00
Sabato 14 settembre ore 11.00 – 23.00
Domenica 15 settembre ore 11.00 – 19.00

Visite guidate alla mostra con la curatrice e lo staff di Metronom:
venerdì 13 e sabato 14 settembre ore 11.00 e 21.00; domenica 15 settembre ore 11.00

Dopo il festival la mostra sarà visitabile nei seguenti giorni:

Fino al 2 novembre
Dal martedì al sabato ore 14.00 - 19.00

 

 

Metronom
Via Carteria, 10
41121 Modena (MO)
Tel. +39 059 239501
info@metronom.it
www.metronom.it

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy utilizzando il tasto 'Leggi' di questo banner o il link presente nella parte inferiore di ogni pagina. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.