Festivalfilosofia 2019

Festivalfilosofia 2019

Le piste tematiche dell'edizione - persona

Le 54 lezioni magistrali con 24 relatrici e relatori per la prima volta al festivalfilosofia e i numerosi eventi del programma creativo saranno articolati in piste tematiche, per evidenziare la circolarità tra forme del pensiero e forme della creazione. Strutturato per gruppi di questioni, il programma porterà pertanto in primo piano un lessico concettuale a più voci dove si confronteranno prospettive filosofiche plurali e anche divergenti. Mostre, spettacoli, concerti e laboratori ne esibiranno gli esiti artistici.

 

1. Genealogie della persona

In una prima pista dedicata alla genealogia della persona si ricostruiranno alcuni degli assi concettuali e storici ancora operativi nell’uso contemporaneo di questa categoria. Due almeno sono le tracce di lunga durata. La prima, religiosa, rimanda sia alla questione della doppia natura – umana e divina – della persona di Gesù, sia alla circolarità di persone nella Trinità, campo di elaborazione teologica che largo influsso ha avuto nelle teorie della personalità funzionale e collettiva. La seconda rinvia al diritto romano, nel quale la summa divisio tra persone (liberi e servi) e cose costituisce uno dei perimetri originari in cui si è svolto il discorso istituzionale e morale intorno alla persona, recuperato su un piano filosofico e morale, ma sempre ispirato al primato del classico, attraverso la visione umanistica di un antropocentrismo fondato sulla «dignità dell’uomo». Nella contemporaneità, due ulteriori svolte hanno segnato la riflessione sulla persona. In ambito fenomenologico è emersa la questione del rapporto tra l’evidenza della soggettività, che è corporea e relazionale, e l’«individualità essenziale» in cui è racchiuso il segreto dell’irripetibile unicità di ogni persona, capace di portare la propria novità nel mondo.

Sul terreno della biopolitica, per converso, la critica alla persona ha mostrato la necessità di pensarla sempre in relazione all’impersonale, ovvero al collettivo, o in altro senso all’organico, per mostrare come la consistenza del vivente (umano, ma non solo) sfugga all’astrazione giuridica e istituzionale che pare inevitabile data la struttura della persona. Orizzonte futuro e sfida filosofica, anche il dossier delle persone non-umane ci invita a pensare che abitare sulla Terra voglia dire rispettare la pluralità delle forme di vita e riconoscerne la soggettività. Modelli e soglie dell’umano raccontano ed esibiscono la storia della civiltà e le frontiere della persona.

Scopri le lezioni e gli eventi collegati alla pista n°1

 

2. Maschere e volti

Il secondo terreno di analisi riguarda il significato etimologico e, come si vedrà, iconologico, della persona, che in latino indica la maschera. In questa ricognizione che ne traccia la genealogia antropologica si mostrerà come la persona, ossia la maschera funeraria, prenda immancabilmente il carattere della reciprocità: tra maschera e volto, ma anche tra individualità e discendenza, come indicato dagli usi per cui gli astanti al rito funebre indossavano maschere degli antenati. Su un piano tanto iconologico, quanto teatrale, emergerà che non si dà persona fuori dalla relazione con gli altri soggetti e anche con la memoria, esplorandone il rapporto con la corporeità. Nel volto e nel ritratto è inciso il carattere delle persone, in un continuo gioco di finzione e rappresentazione.

Scopri le lezioni e gli eventi collegati alla pista n°2

 

3. Lessico dell’individuo

Nella teoria dell’individuo e dell’individualizzazione emerge per differenza il significato della persona: quanto quest’ultima è impensabile senza la rete di reciprocità che si inscrive sulla sua stessa pelle, tanto il primo è misura comune e isolata di umanità (in-dividuum, come noto, traduceva in latino con calco perfetto il greco a-tomos). Si seguirà soprattutto la pista dell’individualizzazione contemporanea, che ha finito per permeare gli stessi rapporti sociali, con esiti problematici. Individualizzazione e “singolarizzazione” sembrano rovesciare il paradigma dell’individualismo classico, fondato su indipendenza e libertà negativa, per far assurgere a orizzonte l’ideale dell’assoluta singolarità, unicità e incomparabilità di ciascuno, come se ognuno dovesse (o volesse) farsi distinto e inconfondibile rispetto a chiunque altro, “personaggio” simile unicamente a se stesso. Messe in scena, racconti e mostre ruotano attorno a nomi propri e discendenze familiari, identità e riti di riconoscimento.

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4. Io e noi

Il tema dell’identità, che non si sovrappone a quello dell’individuo, indica una questione eminentemente individuale (non solo cognitiva, e nella nostra epoca neanche esclusivamente corporea, ma anche digitale), che si carica tuttavia di valenze politiche. Funzionale e costruttiva, l’identità rinvia sempre all’appartenenza, a una cultura, alla comune umanità, alla Terra: tutti concetti porosi e non essenzialistici, di cui provare a sondare limiti e potenzialità. Singolare e collettivo, privato e pubblico, orizzontale e verticale vengono attraversati da prospettive creative.

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5. Sé come altro

L’idea di individuo, che porta ciascuno a farsi carico di questione sistemiche entro la propria limitata biografia, si accompagna anche a specifiche patologie del Sé, particolarmente rivelatrici dell’attuale tornante storico. Pressato da richieste di sempre maggiore performatività, il Sé esperisce un’inevitabile inadeguatezza che pare essere la cifra dell’epoca, così come ad esempio la depressione (con la concomitante ascesa di additivi farmacologici per farvi fronte) pare essere divenuta disagio psichico epocale che sembra aver modificato l’idea stessa di malattia e guarigione. Per converso, l’esistenza dei singoli, che si dipana tra la vita e la morte, pone questioni “bioetiche” che si possono filosoficamente racchiudere nella formula della memoria del Sé, come quando si pone la domanda su cosa resti di noi di fronte a malattie che sembrano cancellare memorie e personalità, e quanto si debba e si possa restare sovrani della propria vita per affrontarne l’ultimo evento conservando la propria dignità.

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6. Diritti della persona

Attraversate tutte queste piste, emerge infine l’idea della persona come fondamento di autonomia morale e dei diritti. Mediatrice tra uomo/donna e cittadino/cittadina, la categoria di persona è il perno dell’idea contemporanea dei diritti umani, ossia del set di tutele giuridiche che spetta a chiunque indipendentemente dalla sovranità degli Stati e dall’idea di cittadinanza. Tra riconoscimento e accoglienza, diritti della persona e principio di dignità, si darà spazio ad alcune prospettive, anche critiche, che segnalano la centralità della persona nella cultura morale e politica contemporanea. Sempre sul crinale tra natura e cultura, la persona, come si è visto, è una costruzione concettuale e giuridica, al punto che la realtà sociale produce incessantemente “non-persone”, ossia esistenze che sfuggono alla protezione morale rappresentata dal riconoscimento in termini di persona.

Se ne porteranno all’attenzione alcuni casi, segnalando il cruciale ruolo che le garanzie nei confronti dei disabili svolgono nelle teoria della giustizia più avanzate, o misurando l’entità del fenomeno delle “nuove schiavitù”, dove milioni di persone sono ridotte a cose, violando la summa divisio. Sullo sfondo, innegabile è la questione di genere che invita a pensare come la discriminazione sia una negazione di personalità. Laboratori, racconti e mostre mettono a tema esclusione e inclusione, tra riconoscimento e diritti.

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7. Lezioni dei Classici

Inoltre, come di consueto, una sezione “Lezioni dei Classici” agirà da fertilizzante storico, selezionando autori e opere della tradizione filosofica che hanno ricoperto un ruolo di spartiacque nello sviluppo di questi percorsi tematici.

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