Le macchine-gag di Buster Keaton

Le macchine-gag di Buster Keaton

Le macchine appassionano Keaton, e nella sua opera si avverte con potenza questa fascinazione. Le macchine di Keaton sono sempre sue creazioni. Le macchine-casa, le macchine-battello, le macchine-treno, le macchine-nave, le macchine-cinema sono sue alleate proprio perché le inventa il personaggio. La macchina in Keaton è l'immenso, è il treno di The General sulla cui barra motrice Buster si lascia sollevare e abbassare, è il piroscafo di The Navigator che Buster deve condurre da solo, è la casa prefabbricata che Buster deve montare alla rovescia di One Week, è la cabina di proiezione di Sherlock Jr., è la cinepresa controllata da una scimmia di The Cameraman. Se le macchine si ribellano, è per un momento che trascende il personaggio in funzione del tutto, che è l'ingranaggio. I film di Keaton sono ingranaggi totali, in cui ogni elemento ha una funzione nel tutto ed è funzione del tutto. “Le macchine di Keaton sono macchine senza madre allo stesso modo di quelle inutili di Picabia e Tinguely. Possono sfuggire al suo controllo, diventare assurde o esserlo fin dall'inizio, complicare ciò che è semplice. Non cessano però di servire una finalità segreta più alta, insita nella parte più profonda della sua arte: la riconciliazione tra la situazione e l'eroe, tra la smisuratezza della tecnologia e la piccolezza dell'uomo. Keaton è un architetto dadaista” (Gilles Deleuze).

Curatore: Alberto Morsiani
A cura di: Associazione Circuito Cinema

Venerdì 18 settembre

ore 21.00

The Cameraman
di Buster Keaton e Edward Sedgwick (Usa 1928, 70')
sottotitoli italiani | copia restaurata
Accompagnamento musicale dal vivo di Lucio Bruni al piano e Cesare Vincenti alla chitarra
La proiezione viene introdotta da Alberto Morsiani

Buster è un cineamatore che cerca disperatamente di farsi assumere dalla MGM, anche perché è innamorato di una  impiegata. Purtroppo i suoi film sono disastrosi: inquadrature capovolte, sovrimpressioni senza senso. Sarà una scimmia a salvarlo, girando meccanicamente, a sua insaputa, un film di successo. Un capolavoro di gag e trovate a getto continuo, in cui il protagonista risulta sempre fuori posto: vive  in un mondo suo che ha regole e dimensioni diverse da quello in cui è costretto a muoversi.

 

Sabato 19 settembre

ore 21.00

The Navigator
di Buster Keaton e Donald Crisp (Usa 1924, 65')
sottotitoli francesi | copia restaurata
Accompagnamento musicale dal vivo di Lucio Bruni al piano e Cesare Vincenti alla chitarra

Buster è un miliardario che per sbaglio sale su una nave, The Navigator, che va alla deriva in mare. Con lui a bordo c'è solo una ragazza. Dovranno salvarsi dal naufragio e dall'attacco dei selvaggi. Indimenticabile tour de force, in cui il protagonista deve condurre da solo un bastimento, accettando filosoficamente il fatto che il macchinario possiede una volontà malevola sua propria, e lottando, gag dopo gag, con il mondo degli oggetti costituito dall'immensa nave, oggetti che si rifiutano di farsi usare secondo la loro funzione.

 

Domenica 20 settembre 

ore 18.30

One week
di Buster Keaton e Eddie Cline (Usa 1920, 22')
sottotitoli italiani | copia restaurata
versione musicata

In occasione del suo imminente matrimonio, Buster riceve in dono da uno zio una casa prefabbricata. Un rivale ingelosito scambia i numeri sulle casse di imballaggio. Il risultato è ovviamente disastroso: la casa, costruita secondo una logica sbagliata, finisce per distruggersi progressivamente in un crescendo di dimensioni che tende al catastrofico. La perfetta consequenzialità cronologica scandisce l'evolversi in negativo di un processo che mette in discussione la funzione stessa degli oggetti e l'incapacità dell'uomo di impossessarsene razionalmente.

Sherlock Jr.
di Buster Keaton (Usa 1924, 44')
sottotitoli italiani | copia restaurata
versione musicata

Buster lavora come operatore di cabina in un cinema ed è un assiduo lettore di gialli e manuali per detective. Si addormenta durante una proiezione: la sua immagine si sdoppia, il suo doppio entra nello schermo e vive una serie di avventure su uno sfondo che cambia continuamente. Non solo una stupefacente performance tecnica, ma anche una esplorazione quasi pirandelliana della natura della realtà cinematografica, una percezione incredibilmente acuta dell'interazione tra la realtà filmica e le fantasie degli spettatori e del ruolo decisivo del montaggio in tale rapporto. Il film si conclude con una indimenticabile sequenza di inseguimento in motocicletta, una vera cascata di gag enormemente complesse.

 

Alberto Morsiani è direttore dell'Associazione Circuito Cinema di Modena e collabora con riviste e quotidiani. Come critico e saggista, si occupa prevalentemente di cinema americano dal punto di vista dello studio delle mitologie fondative e degli archetipi culturali, dei generi classici e degli autori più significativi. Ha scritto libri, tra gli altri, su John Ford, Quentin Tarantino, Anthony Mann, Oliver Stone, Gus Van Sant, Joseph Mankiewicz, Kathryn Bigelow, Jacques Tourneur, Don Siegel, Peter Weir, il western, il road movie, la motocicletta sullo schermo, il paesaggio nel cinema hollywoodiano.


Sala Truffaut – Associazione Circuito Cinema
Via degli Adelardi, 4
41121 Modena
Tel 059 236288
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