Idillio

Parole di Mario Soldati

Musica di Nino Rota

Lui

Infili la chiavetta nel cruscotto.

 

Lei

Qual è il cruscotto?

 

Lui

                                             Questo, questo qui.

Adesso metta in moto.

 

Lei

                                             Come faccio?

 

Lui

Alzi la leva: tiri, tiri

 

Lei

   Forte?

 

Lui

                                                             Così.

 

Lei

Ma però non mi guardi così,

Non son capace.

 

Lui

                            Devo bene guardare

Quel che fa. Dunque, vediamo se ricorda.

I pedali sono tre. A sinistra?

 

Lei

La frizione.

 

Lui

                   Nel centro?

 

Lei

Il freno.

 

Lui

              A destra?

 

Lei         

                                   Il gas.

 

Lui

Stia attenta a non confondere

Il freno con il gas.

 

Lei

Non dubiti, ingegnere: questo è il freno

E  questo è il gas.

 

Lui

      Provi, adesso, provi!

 

Lei

Ma lei mi fa il piedino!

 

Lui

Si figuri

Se io faccio queste cose.

Avanti... metta in moto. Tiri, tiri!

 

Lei

Forte?

 

Lui

            Così.

Adesso metta a folle.

 

Lei

Folle, folle, folle:

Sono folle, sempre folle!

 

Lui

Lei ha la testa altrove.

Ora schiacci la frizione e parta in prima.

Sbalzi in avanti. Gridi di lei. La macchina si ferma.

 

Lei

Ma perché fa così?

 

Lui

Calma, calma: lasci andare il pedale,

La frizione dolcemente

E contemporaneamente

Dia gas: dolcemente.

 

Lei

Ma come: dolcemente?!

 

Lui

     Dolcemente.

Lui riavvia il motore, lei mette in prima. La macchina riparte.

Proviamo a mettere in seconda.

Sbalzi come prima, finché la macchina…si ferma.

Le avevo detto

Che la seconda è in là!

 

Lei

Ah, mi son stufata!

È troppo complicato!

 

Lui

Ma lei non ama la macchina, e allora,

Perché diamine vuole imparare

A guidare?

 

Lei

                    Eh, sapesse perché!

Non glielo posso dire.

 

Lui

Guidare è una cosa seria!

 

Lei

Vedevo una macchina

Come portata dal vento:

Da un vento improvviso,

Passarmi d’innanzi, volare.

Sentivo il cuore in gola; sognavo

D’essere rapita

Dall’uomo della mia vita!

 

Lui

Guidare è una cosa molto seria…

 

Lei

Allora ho domandato

Mi sono informata,

E m’hanno detto: quella è la macchina

Della Scuola di Guida Bertholtot!

Era lei nella macchina?

Forse sì! Forse no!

Va sempre tanto rapido:

Non saprei riconoscerla. Ma

Da quel momento ho capito perché

Voglio guidare anch’io!

 

Lui

Guardi: passa l’ora, signorina.

Siamo ancora indietro: coraggio.

Adesso metta in moto: prima.

Lei rimette in prima. La macchina riparte.

Adesso in seconda.

Mette in seconda.i

Attenta alla frizione: dolcemente.

Stia attenta a non confondere

Il freno con il gas.

 

Lei

Non dubiti, ingegnere:

questo è il freno e questo è il gas.

 

Lui                                                                                 

Attenta adesso. Inteso?

La macchina si ferma e fa un tremendo sbalzo…va indietro.

Ma no, ma no!

La macchina si ferma.

                           Questa è la marcia indietro!

Risata

 

Lei

Non riuscirò mai, mai!

 

Lui

                                       Che esagerata!

Eppure è così semplice.

Però ci vuol controllo,

Ci vuol concentrazione;

I nervi a posto, autodisciplina:

Guardi me. Lei non lo crederebbe?

Eppure

Son romantico

Anch’io.

Ho fatto il Politecnico a Zurigo

E ho imparato a controllare

I miei nervi. Quando

Per qualunque ragione, o anche

Per nessuna ragione,

Mi sento malinconico,

Quando c’è qualche zona

Che non funziona,

Quando mi trovo in serie contraria

Prendo la macchina, faccio l’autostrada:

Trecento chilometri, o giù di lì,

E i nervi si distendono,e riacquisto

La serenità. La Scuola di Guida

È una scuola di vita.

Coraggio, rimettiamo in moto: prima!

La macchina riparte in prima.

Seconda!

Passa in seconda.

                    Attenta alla frizione! Dolcemente.

Passa in terza.

                Ora in presa diretta.

 

Lei

                                   Come dice?

Presa diretta?

Dov’è la presa diretta?

 

Lui

                                      È qui.

 

Lei

Prenda, la prenda lei.

 

Lui

                                      Frizione.

 

Lei

Presa diretta! Frizione!

Che bella confusione!

 

Lui

  Affatto.

È tutto molto logico: dia gas,

Dia gas senza paura.

Curvi a sinistra: attenta

All’ippocastano…

 

Lei

Quell’albero tutto in fiore?

 

Lui

È un ippocastano; attenta, attenta!

Freni! No, l’altro pedale:

quello è il gas! Freni, freni!

Un cozzo, uno schianto: il cofano si è schiacciato contro l’albero.

Lui si trova nell’urto abbracciato a lei, con una mano mette il freno, e intanto con lieve apprensione si accerta se lei sia ferita.

 

Lui

È ferita, signorina?

 

Lei

                                No! E lei!

 

Lui

Tutto bene. Gliel’avevo detto:

Non confondere il freno con il gas.

 

Lei

Mi scusi.

 

Lui

                Non correre.

La bacia a lungo.

 

Lei

Alfine sciogliendosi, tutta commossa

                                       Mi rincresce, ingegnere,

Per il guasto della macchina!

 

Lui

Non si preoccupi:

C’è l’Assicurazione: pagherà.

 

Lei

Essere rapita

Dall’uomo della mia vita!!

 

Lui

                                                 Pagherà.

 

 

 

Fine

de

LA SCUOLA DI GUIDA

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy utilizzando il tasto 'Leggi' di questo banner o il link presente nella parte inferiore di ogni pagina. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Leggi