Massimiliano Finazzer Flory<br><br>C è sempre da guardare
Venerdì 14 settembre 2007

Massimiliano Finazzer Flory

C'è sempre da guardare

Il sapere poetico di Rainer Maria Rilke
Con la partecipazione di: Galatea Ranzi
Arpa: Federica Sainaghi
Violino: Fulvio Liviabella
Conduce:
Modena

Musiche di: J. S. Bach e A. Pärt
Proiezione di opere d'arte di A. Rodin, P. Cézanne, P. Klee

C'è sempre da guardare è uno spettacolo di e con Massimiliano Finazzer Flory in 70 minuti in cui il teatro è concepito come uno scrigno di saperi.
Un teatro in cui gli attori si muovono idealmente come marionette al servizio della parola.
Uno spettacolo che va al di là della letteratura per finire, inevitabilmente, in filosofia.

Rainer Maria Rilke (Praga 1875-Valmont 1926) è, per la prima volta, al centro di un progetto teatrale, di una drammaturgia che impiega fedelmente le opere dell'autore.
Con una chiave di lettura originale: va in scena, infatti, la parola del Rilke mistico, in contatto con le cose dove «ogni immagine letteraria si fa gesto e ogni sua parola movimento filosofico», sottolinea Massimiliano Finazzer Flory.
In 70 minuti cinque scene dunque, senza intervallo, offrono in ognuna di esse un palcoscenico al sapere:
I scena: il saper vedere - dai Quaderni di Malte Laurids Brigge
II scena: sapere ascoltare - dalle Lettere a un giovane poeta
III scena: saper amare - dalle Lettere su Cézanne
IV scena: saper parlare - dai frammenti e dalle corrispondenze
V scena: saper morire - dalla Nona elegia delle Elegie duinesi

Lo spettacolo si sviluppa attraverso la recitazione di Massimiliano Finazzer Flory e le letture di Galatea Ranzi: un'antologia di testi di prosa e poesia alla quale si aggiungono importantissimi e rari frammenti di corrispondenze di Rainer Maria Rilke.
Con dialoghi di musica classica tratti da Bach, Pärt e Satie interpretati dal violino di Fulvio Liviabella e dall'arpa di Federica Sainaghi.
La scenografia è inoltre arricchita da proiezioni di opere di artisti decisivi per la formazione del sapere di Rainer Maria Rilke: Cèzanne, Klee e Rodin.

Con la regia di Finazzer Flory il senso del sapere in questo spettacolo è rappresentato dalle modalità con le quali si vive questo evento: l'intreccio tra il visibile e l'invisibile attraverso il filtro dell'esperienza, dell'ascolto autentico, del guardare interiore

Una rivisitazione di Massimiliano Finazzer Flory liberamente tratta dall'opera poetica e dalle corrispondenze di Rainer Maria Rilke (Praga 1875 - Val-Mont 1926), in particolare da: Orfeo, Euridice, Hermes (1904); II libro d'ore (1905); Poesie (1907-1926); Nuove Poesie (1907); Alcesti (1907); Poesie sparse (1907-1926); Elegie duinesi (1912-1922); Sonetti a Orfeo (1922); Lettere a un giovane poeta (1903); I quaderni di Malte Laurids Brigge (1904-1910); Lettere su Cézanne (1907); Lettere milanesi (1921-1926).

Realizzazione: Studio Progetti Culturali "MO.MA"
Per informazioni: 349.0908883

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