Tony Cragg<br>Mortar and Pestle, 1987
Sabato 17 settembre 2011
08:00 - 02:00 mostra repliche

Tony Cragg
Mortar and Pestle, 1987

Conduce:

Courtesy: Collezione Maramotti, Reggio Emilia

Modena

“Con Mortar and Pestle, (Mortaio e Pestello), l’osservatore è posto di fronte alla comune realtà materiale, fisica e corporea dell’essere umano e del suo ambiente. Manifesto è l’interesse di Cragg per la scelta del materiale, dal quale subisce una sorta di “fascinazione”, con un forte apprezzamento per la superficie e la trama e quindi un iniziale impatto sensoriale, che registra inevitabilmente un contrasto tra il peso del materiale e la sua morbidezza formale. Qui ritroviamo oltre all’oggetto in sé - uno strumento all’apparenza del tutto rudimentale, ma funzionale alla gestione del mondo - anche l’idea sottesa di “macinare le forme” e “sbriciolare i volumi” fino al grado zero, trasformandoli in materiale grezzo. Il tema della frammentazione si lega strettamente a quello della trasformazione, collocate però in una dimensione sessuale che allude alla natura creativa di quello che, a prima vista, potrebbe sembrare un processo distruttivo. Sottesa inoltre è una ricerca alchemica, di cui il mortaio è esso stesso simbolo, ricerca che riduce la forma materiale ad una assenza di forma, la “Materia Prima”, preludio necessario al cambiamento, alla ricomposizione, in un processo all’infinito che ci riporta al continuo rinnovamento e ritorno dell’universo nell’atomismo di Democrito, una infinitezza di realtà da ricomporre, ad opera dell’artista, in unioni temporanee”.  L’opera è stata esposta alla Galleria Tucci Russo, Torre Pellice (TO), nel 1987; alla XLIII Biennale di Venezia nel 1988; a Basilea Arte Moderna nel 1993 e al Macro Museo d’Arte Contemporanea di Roma nel 2003.

Tony Cragg (Liverpool, 1949) sperimenta varie forme, materiali e idee di scultura, senza tralasciare mai l’osservazione della natura e dell’ambiente che lo circonda, ponendosi in continuità con gli scultori del passato. Cragg si rapporta con la materia come un osservatore sia delle sue proprietà fisiche sia di quelle emozionali e ideali. Nelle sue prime opere impiega materiali naturali sostituendoli successivamente con materiali industriali come gesto di denuncia dell’artificialità in una società satura di colori e materiali innaturali. Da sculture leggere e quasi bidimensionali degli anni Settanta, Cragg torna negli anni Ottanta alla tridimensionalità della materia, analizzata nella sua fisicità e corporeità. Negli anni ’80 si concentra in particolare sul soggetto “contenitore - vaso”, oggetto d’uso quotidiano che ci lascia spesso indifferente, ma che nel lavoro di Cragg, viene rivitalizzato e enfatizzato nelle dimensioni, fino a divenire “impositivo” e spiazzante rispetto all’ambiente circostante e acquistando una nuova importanza. Un oggetto che si fa scultura, ma anche una scultura che si fa oggetto, oltre che riferimento alla scienza e al ruolo dello stesso corpo umano come “contenitore” di fluidi e di esperienze differenti, da trasformare in nuova energia.
Dal 1978 vive e lavora a Wuppertal. Tra le sue ultime esposizioni personali: Museo del Louvre, Parigi; National Scottish Museum, Edinburgh.Tre le ultime collettive: Macro, Roma; Madre, Napoli; Musée d’art moderne de Saint-Etienne Métropole; Triennale Bovisa, Milano. Tra i premi vinti: Turner Prize, 1988; Piepenbrock Award for Sculpture, 2002; Praemium Imperiale 2007.

La Collezione Maramotti nasce dalla passione collezionistica di Achille Maramotti, fondatore di Max Mara. Ha aperto i suoi battenti al pubblico alla fine del 2007 con l’obiettivo di condividere con visitatori interessati il suo sguardo sulla contemporaneità. La Collezione permanente, ospitata nella vecchia sede di Max Mara alle porte della città, consta di oltre duecento opere, per la maggior parte dipinti, realizzate dagli anni ‘50 a oggi. Nel percorso espositivo sono presentate opere appartenenti ai maggiori movimenti artistici del secondo dopoguerra: Informale, Arte Povera, Transavanguardia, Neoespressionismo, New Geometry fino alle più recenti sperimentazioni inglesi e americane. L’ingresso è gratuito, la visita è accompagnata e su prenotazione.
La Collezione continua inoltre la sua attività di esplorazione e ricerca sui linguaggi del contemporaneo, ospitando progetti site specific e mostre temporanee, visitabili liberamente negli orari di apertura: giovedì – venerdì 14.30–18.30, sabato – domenica 10.30–18.30.
www.collezionemaramotti.org/it/work-in-progress

Venerdì 16 ore 18.30: inaugurazione.

La mostra prosegue fino al 23 ottobre 2011 con i seguenti orari: lunedì – sabato 7.30 -19.30, domenica 8.30 – 19.30.

8 ottobre 2011
Giornata del Contemporaneo in collaborazione con festivalfilosofia

In occasione della Giornata del Contemporaneo, Collezione Maramotti e festivalfilosofia proseguono la loro collaborazione promuovendo una visita speciale alla Collezione, un percorso guidato attraverso opere in cui gli artisti si sono confrontati con il tema della Natura nelle sue molteplici declinazioni: la vita vegetale e l’utilizzo di materiali organici, le metamorfosi del corpo, i fenomeni fisici, la nascita e le leggi del cosmo, la generazione e la trasformazione di energia, la rappresentazione visiva ed emozionale del paesaggio, i sistemi di classificazione delle scienze naturali.
Opere di: G. Anselmo, R. Bleckner, H. Bhabha, S. Chia, F. Clemente, E. Cucchi, M. Dion, A. Kiefer, O. Licini, E. Mattiacci, M. Merz, M. Morley, L. Ontani, G. Penone, M. Ritchie, K. Smith, R. Smith, E. Swenson, P. Taaffe, C. Tacchi, T. Winters, G. Zorio.

Visite al mattino e al pomeriggio, durata 1h30.
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
Prenotazione obbligatoria presso la Collezione:
tel. 0522 382484 
info@collezionemaramotti.org


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