Emilio Isgrò<br>Sillogismo del cavallo
Anima rationalis. Emilio Isgrò, 2014

Emilio Isgrò
Sillogismo del cavallo

Curatori: Marco Bazzini, Chiara Gatti
A cura di: Musei di Palazzo dei Pio
In collaborazione con: Archivio Emilio Isgrò, Milano
Presentazione: venerdì 15 settembre ore 19.00 alla presenza dell’artista e dei curatori

Conduce:
Domenica 17 settembre 2023
10:00 - 20:00 visualizza repliche
Carpi Palazzo dei Pio - Musei di Palazzo dei Pio

Con la cancellatura, Emilio Isgrò ha fondato un vero e proprio linguaggio con cui a partire dagli anni Sessanta ha scosso il sistema dell’arte, al pari di Lucio Fontana o Yves Klein. È, infatti, il 1964 quando l’autore inizia a realizzare le prime opere intervenendo su testi, in particolare pagine di libri, coprendone manualmente grandi porzioni. Le parole vengono cancellate singolarmente con un segno denso; dello scritto restano leggibili soltanto piccoli frammenti di frasi o un solo vocabolo. Nel tempo ha applicato questo gesto su carte geografiche, telex, pellicole cinematografiche, spartiti musicali, anticipando le espressioni più tipiche dell’arte concettuale e, con il passaggio dal nero al bianco negli anni Ottanta, arrivando a risultati pittorici.

Il cancellare è un gesto contraddittorio, che si colloca tra distruzione e ricostruzione, tra morte e vita; porta a riflettere sull’eventualità di dare più valore a ciò che è cancellato o a quanto ancora visibile. La cancellatura si presenta quindi come una filosofia che spiega più cose di quante apparentemente non dica: nelle opere di Isgrò, talvolta, è possibile leggere sentenze, precetti o aforismi.

I testi filosofici – e i filosofi stessi – hanno avuto una parte importante nell’“uffizio” cancellatorio di Isgrò, così da apparire come una delle possibili linee rosse che attraversano tutta la sua produzione artistica. Questa mostra racconterà per la prima volta il variegato e costante rapporto che la cancellatura di Isgrò ha avuto con la disciplina filosofica.

 


Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, Messina, 1937) vive e lavora a Milano. Dopo l’esordio letterario con la raccolta di versi Fiere del Sud (Schwarz, 1956), si è dedicato alla poesia visiva, nel doppio ruolo di teorizzatore e artista. Nel 1966 ha tenuto la sua prima personale presso la Galleria 1 + 1 di Padova, cui sono seguite numerose mostre presso la Galleria Apollinaire, la Galleria Schwarz e la Galleria Blu di Milano, La Bertesca di Genova, la Galleria Lia Rumma di Napoli. Nel 1977 ha vinto il primo premio alla Biennale di San Paolo. Nel 1985 ha realizzato a Milano l’installazione multimediale La veglia di Bach, commissionata dal Teatro alla Scala per l’Anno Europeo della Musica, mentre nel 2010 con la mostra Var Ve Yok è stato presente alla Taksim Sanat Galerisi in occasione di Istanbul Capitale Europea della Cultura.
Ha partecipato alla Biennale di Venezia del 1972, 1978, 1986 e del 1993, in quest’ultima con una sala personale.  Di recente, sue mostre personali sono state presentate al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato (2008) e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2013) mentre, nel 2016, una grande antologica ha coinvolto Palazzo Reale, Gallerie d’Italia e Casa del Manzoni a Milano. Una nuova esposizione è stata presentata alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia nel 2019. Nel 2020 ha cancellato le leggi razziali emanate nel 1938, ora esposte permanentemente nella Sala degli Ambasciatori del Palazzo del Quirinale.
Le sue opere sono presenti nelle maggiori collezioni private e pubbliche nazionali e internazionali tra cui il Centre Pompidou, il Musée Royaux des Beaux-Arts di Bruxelles, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Mambo di Bologna e le Gallerie d’Italia di Milano.     
Di rilievo è anche la sua attività di scrittore e uomo di teatro, consolidatasi con L’Orestea di Gibellina (disponibile dal 2011 per la casa editrice Le Lettere) e con alcuni romanzi e raccolte poetiche.
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Marco Bazzini, storico e critico d’arte, ha svolto un’intensa attività didattica presso accademie e università, insegnando in master e corsi di specializzazione. Ha curato mostre e cataloghi per spazi pubblici e privati, sia in Italia sia all’estero, spaziando dall’arte al design. Dal 2007 al 2013 è stato Direttore artistico del Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato.

Chiara Gatti, storica e critica dell’arte, vanta una esperienza ventennale nell'ambito della ricerca scientifica, della docenza universitaria, della curatela di mostre. Collabora come editorialista e autrice di articoli di approfondimento per testate nazionali. L'attività di curatrice indipendente richiesta da musei nazionali ed esteri si affianca alla direzione museale attualmente in corso presso il Museo MAN di Nuoro.

 

Musei di Palazzo dei Pio
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Orari durante il festivalfilosofia:
Venerdì 15 settembre ore 10.00 – 23.00
Sabato 16 settembre ore 10.00 – 23.00
Domenica 17 settembre ore 10.00 – 20.00

 

Dopo il festival la mostra sarà visitabile fino al 10 dicembre 2023
Da martedì a venerdì, ore 10.00 – 13.00
Sabato, domenica e festivi ore 10.00 – 18.00

 

Luogo:
Musei di Palazzo dei Pio
Piazza dei Martiri, 58
41012 Carpi

Ritratto di Emilio Isgro. Valentina Tamborra, 2016
Ritratto di Emilio Isgro. Valentina Tamborra, 2016
<i>La cabala di Venere</i>. Emilio Isgrò, 2014
La cabala di Venere. Emilio Isgrò, 2014
Locandina Emilio Isgrò, <i>Il sillogismo del cavallo</i>
Locandina Emilio Isgrò, Il sillogismo del cavallo