(N’en parlons plus, Francia/Italia 2022, 76’)
di Cécile Khindria, Vittorio Moroni
versione originale con sottotitoli italiani
Curatore: Alberto Morsiani
A cura di: Associazione Circuito Cinema
Intervengono in video collegamento i registi Cécile Khindria e Vittorio Moroni
Non ne parliamo più
Sarah, franco-algerina, diventando madre s’impone di trasformare gli sfocati ricordi privati in memoria storica da tramandare alla figlia. In famiglia, tuttavia, regna l’omertà: il passato è cancellato. Dovrà quindi indagare, condurre un’inchiesta, reperire testimoni che rompano il muro di silenzio di chi ha vissuto orrori traumatici, li ha rimossi e si vergogna di raccontarli alla telecamera. I registi, con inusuale tatto, creano l’ambiente e la distanza giusta perché lentamente emerga qualche verità perturbante. Sarah infatti non è un’immigrata qualunque: è una harki, discendente di algerini scappati dopo l’indipendenza per aver combattuto o collaborato col potere coloniale.
Intervengono in video collegamento i registi Cécile Khindria e Vittorio Moroni
Est-etiche del sé
Per Michel Foucault l’individuo non è altro che un precipitato storico di eventi, un nodo di relazioni attraversato da forze contrastanti. In lui la tesi marxiana dei dispositivi di condizionamento sociale e culturale si collega con l’idea freudiana di un soggetto represso o eterodiretto dal super-io. Da ciò deriva il difficile compito di fondare, o rifondare, un’etica, alla cui base ci sia una nuova forma di libertà, un diverso rapporto con il corpo e con i piaceri. Invece di metabolizzare ciò che per secoli abbiamo dovuto sopportare, il filosofo francese propone uno scarto, un salto, un rovesciamento. Una nuova forma di soggettivazione, una nuova forma di vita, vicina più ad un’est-etica, ad un’etica del Sé, che niente ha a che fare con la morale del dovere e della costrizione: al suo interno, l’individuo diventa veramente libero se è padrone di sé stesso, se impara a governarsi, a riconoscere le proprie forze e attitudini.
Le autrici di questa rassegna di docufilm provano a illustrare questa est-etica, da una prospettiva femminile, attraverso la liquidità frizzante e a cascata di suoni e immagini per ricostruire una dimensione psicologica complessa di memorie, emozioni, ricordi, paesaggi fisici e umani in grado, di renderci più liberi e felici e di superare traumi, angosce, ansie del passato. Nelle trame e nei protagonisti descritti nei film affiorano i fenomeni e le funzioni che consentono all’individuo di formarsi un’esperienza di sé e del mondo, ma soprattutto di agire di conseguenza.
Scopri la programmazione completa
Alberto Morsiani è consulente cinematografico e collaboratore di riviste e quotidiani. Come critico e saggista, si occupa prevalentemente di cinema americano dal punto di vista dello studio delle mitologie fondative e degli archetipi culturali, dei generi classici e degli autori più significativi. Ha scritto libri, tra gli altri, su John Ford, Quentin Tarantino, Anthony Mann, Oliver Stone, Gus Van Sant, Joseph Mankiewicz, Kathryn Bigelow, Jacques Tourneur, Don Siegel, Peter Weir, il western, il road movie, la motocicletta sullo schermo, il paesaggio nel cinema hollywoodiano.
Luogo:
Sala Truffaut
Via degli Adelardi, 4
Modena
059 236288 | info@salatruffaut.it | www.salatruffaut.it
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Per i cookie analitici e di profilazione puoi decidere se abilitarli o meno cliccando sul pulsante 'Preferenze' o il link presente nella parte inferiore di ogni pagina.