Est-etiche del sé
La pitturessa.

Est-etiche del sé

La pitturessa

(Italia 2023, 80’)
di Fabiana Sargentini

Curatore: Alberto Morsiani
A cura di: Associazione Circuito Cinema

Conduce:
Domenica 15 settembre 2024

La pitturessa

“Essere un’artista è una iattura ineluttabile, è talento e lavoro”: così si presenta Anna Paparatti, artista defilata eppure al centro della scena. Allieva di Toti Scialoja nella Roma anni Sessanta, ha per maestri putativi Julian Beck e il Dalai Lama. Il film è un ritratto ma anche un autoritratto, quello di Fabiana, figlia di Anna e di Fabio Sargentini, gallerista de L’Attico; e per questa prossimità all’oggetto ha due anime, una spontanea, trascinata da Paparatti, l’altra controllata dalla necessità di Fabiana di capire a cosa abbia rinunciato sua madre, quando sono giunte “le difficoltà pratiche della vera vita”.

 


 


Est-etiche del sé

Per Michel Foucault l’individuo non è altro che un precipitato storico di eventi, un nodo di relazioni attraversato da forze contrastanti. In lui la tesi marxiana dei dispositivi di condizionamento sociale e culturale si collega con l’idea freudiana di un soggetto represso o eterodiretto dal super-io. Da ciò deriva il difficile compito di fondare, o rifondare, un’etica, alla cui base ci sia una nuova forma di libertà, un diverso rapporto con il corpo e con i piaceri. Invece di metabolizzare ciò che per secoli abbiamo dovuto sopportare, il filosofo francese propone uno scarto, un salto, un rovesciamento. Una nuova forma di soggettivazione, una nuova forma di vita, vicina più ad un’est-etica, ad un’etica del Sé, che niente ha a che fare con la morale del dovere e della costrizione: al suo interno, l’individuo diventa veramente libero se è padrone di sé stesso, se impara a governarsi, a riconoscere le proprie forze e attitudini.

Le autrici di questa rassegna di docufilm provano a illustrare questa est-etica, da una prospettiva femminile, attraverso la liquidità frizzante e a cascata di suoni e immagini per ricostruire una dimensione psicologica complessa di memorie, emozioni, ricordi, paesaggi fisici e umani in grado, di renderci più liberi e felici e di superare traumi, angosce, ansie del passato. Nelle trame e nei protagonisti descritti nei film affiorano i fenomeni e le funzioni che consentono all’individuo di formarsi un’esperienza di sé e del mondo, ma soprattutto di agire di conseguenza.

 

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Alberto Morsiani è consulente cinematografico e collaboratore di riviste e quotidiani. Come critico e saggista, si occupa prevalentemente di cinema americano dal punto di vista dello studio delle mitologie fondative e degli archetipi culturali, dei generi classici e degli autori più significativi. Ha scritto libri, tra gli altri, su John Ford, Quentin Tarantino, Anthony Mann, Oliver Stone, Gus Van Sant, Joseph Mankiewicz, Kathryn Bigelow, Jacques Tourneur, Don Siegel, Peter Weir, il western, il road movie, la motocicletta sullo schermo, il paesaggio nel cinema hollywoodiano.


Luogo:
Sala Truffaut
Via degli Adelardi, 4
Modena
059 236288 | info@salatruffaut.it | www.salatruffaut.it