Le sculture fantastiche della torre Girlandina

Le sculture fantastiche della torre Girlandina

Visite guidate sui ponteggi del restauro
A cura di: Servizio Edilizia Storica, Settore Lavori Pubblici, del Comune di Modena
In collaborazione con: Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Modena e Reggio Emilia
Su prenotazione dal 10 settembre: tel. 059 2033125 (09.00 - 18.00)
Conduce:
Sabato 20 settembre 2008
09:00 - 18:30 visualizza repliche

Orario delle visite:

09.00, 09.20, 09.40

13.00, 13.20, 13.40

14.00, 14.20, 14.40

18.30


È prevista la salita a piedi al quarto piano del ponteggio (quota 8 metri), attraverso la scala di metallo con corrimano, per osservare da vicino le sculture della cornice più antica. I partecipanti dovranno avere normale capacità motoria e calzare scarpe con suola antiscivolo (per esempio, scarpe da ginnastica). Sul posto verrà fornito il casco protettivo. I minorenni potranno partecipare solo se accompagnati da un adulto e dopo la firma di un apposito modulo di assunzione di responsabilità.
Le visite sono riservate a gruppi di massimo 10 persone. In caso di maltempo le visite non potranno essere effettuate.

La torre Ghirlandina, assieme al Duomo e Piazza Grande, fa parte dal 1997del patrimonio Unesco dell'Umanità. Alta quasi 90 metri, è una della più antiche ed alte torri medievali italiane. Costruita probabilmente in contemporanea con il Duomo a partire dal 1099, fu completata nel 1319 da Enrico da Campione.
È costituita da sei piani a base quadrata, da una sezione a base ottagonale e da un'alta guglia. Esternamente la torre è rivestita da oltre 18.000 blocchi di diverso spessore eretti unitamente alla muratura interna. Fino al quinto piano sono state utilizzate prevalentemente  pietre romane di reimpiego appartenenti all'antica Mutina. Dal sesto piano fino alla sommità, la torre è stata  rivestita da lastre appositamente acquistate nel veronese.
L'apparato decorativo è presente nelle cinque cornici marcapiano. Quelle dei primi tre livelli sono arricchite da sculture angolari, le cui caratteristiche sono diverse da piano a piano rispecchiando il lungo tempo occorso per la costruzione.
Nella prima cornice, la più antica, oltre agli archetti pensili  intrecciati, si trovano mensole decorate da sculture, simili a quelle presenti sul Duomo, che vengono riferite all'attività del Maestro delle Metope, il quale diresse probabilmente il cantiere in una fase immediatamente successiva a Wiligelmo (cioè intorno al 1120-40). Anche i rilievi angolari della prima cornice presentano, soprattutto nei soggetti, affinità con le Metope del Duomo, ore conservate al Museo Lapidario (sui contrafforti del tetto si trovano oggi delle copie, realizzate intorno al 1950 dallo scultore modenese Benito Boccolari). Questi pregevoli rilievi raffigurano infatti esseri fantastici e mostruosi, alcuni dei quali descritti nel medievale Liber Monstrorum fra quelli che abitavano le più lontane e inesplorate zone della terra. Troviamo infatti un cane con la coda di pesce, un centauro  e una sirena bicaudata, lo stesso soggetto di una delle metope e anche di un capitello della cripta del Duomo. Le rimanenti due sculture del lato nord ed ovest rappresentano un felino e Sansone che lotta con il leone.
Le piccole sculture che decorano le mensole degli archetti pensili sono per lo più personaggi grotteschi o piccoli animali, che ancora conservano le caratteristiche sferette in piombo con cui venivano rappresentati gli occhi.

Nel tempo la torre è stata oggetto di moltissimi restauri, l'ultimo dei quali è stato eseguito all'inizio degli anni Settanta, e presenta oggi numerosi fenomeni di degrado: infiltrazioni d'acqua, attacco biologico, formazione di croste nere e distacco di materiale lapideo. Grazie al ponteggio installato per il restauro è stato possibile completare gli studi preparatori e approfondire la conoscenza del monumento. I lavori avranno inizio indicativamente ad ottobre e saranno interamente finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.