festivalfilosofia sulle arti
Stefano Micelli

Domenica 17 marzo 2019, ore 12.00

Stefano Micelli

Lavoro artigiano. Fra tecnologia e cultura umanistica

Casa Cava | Via S. Pietro Barisano, 47 Matera MT

Gratuito - fino ad esaurimento posti

Nel percepito quotidiano, il significato dell’aggettivo “artigianale” oscilla ancora oggi fra un’accezione negativa, che ne fa il sinonimo di “rudimentale” o “approssimativo” e un’accezione particolarmente positiva, che associa il termine a maestria e a qualità superiore. La prima associazione riflette l’assunto, o meglio il pregiudizio, secondo cui la pratica dell’artigiano è incompatibile con la scienza e la tecnologia, il che mette il suo sapere ai margini della modernità che produce sviluppo e valore economico. Per contro, quando il saper fare artigiano si eleva a eccellenza e maestria, il risultato è necessariamente un prodotto per élite esclusive, lontane dalla vita e dall’esperienza dei più.

Questa polarizzazione fra estremi rivela la difficoltà nel trovare una collocazione plausibile alla figura dell’artigiano nel nostro contesto economico e sociale. Questa incertezza riflette scarsa riconoscenza e rivela poca lungimiranza. Gran parte della manifattura italiana ha ancora oggi un profondo legame culturale con un modo di pensare il valore e il lavoro riconducibile alla dimensione artigianale. A differenza di altre economie, la competitività della produzione Made in Italy ha beneficiato del confronto e dell’ibridazione fra saper fare della tradizione e innovazione tecnologica.

In Italia siamo chiamati a ragionare su come queste tecnologie possono sostenere un modello di produzione caratterizzato da una precisa idea di qualità e valore. Ciò ha certamente importanti implicazioni economiche, ma ne ha altrettante sul piano strettamente culturale. In un mondo che si interroga, giustamente, sul futuro del lavoro e sulle implicazioni di una sua possibile scomparsa, il nostro paese può diventare un punto di riferimento per coloro che credono che il lavoro debba rimanere momento di espressione di sé e che le merci – più che testimoniare la ricchezza di chi le acquista – debbano rappresentare prima di tutto il medium fra sensibilità e culture diverse.

Stefano Micelli è professore di Economia e gestione delle imprese all’Università Ca’ Foscari di Venezia e Direttore del centro di Ricerca TeDIS presso la Venice International University. Si è a lungo occupato della trasformazione del sistema industriale italiano. Recentemente ha studiato la creatività e l’artigianato quali fattori su cui ripensare il vantaggio competitivo delle piccole e medie imprese italiane. Tra i suoi libri: Imprese, reti e comunità virtuali (Milano 2000); I nuovi distretti produttivi (Venezia 2009); Futuro artigiano. L’innovazione nelle mani degli italiani (Venezia 2011); Fare è innovare. Il nuovo lavoro artigiano (Bologna 2016).

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