Il caos non è solo disordine, ma una fase necessaria per la trasformazione e l’innovazione, che agisce come punto di passaggio tra un vecchio equilibrio e uno nuovo. Esiste dunque un’area intermedia, spesso descritta come l’“orlo del caos”, dove l’innovazione è massima, in cui il disordine diventa materia prima per una riorganizzazione inattesa. In molti ambiti della vita individuale e collettiva, sono proprio le situazioni di crisi, instabilità o ridefinizione degli assetti esistenti a rendere possibile l’emergere di prospettive nuove, capaci di mettere in discussione ciò che sembrava immutabile.
Questa rassegna cinematografica intende raccontare proprio i processi di cambiamento che attraversano il presente, osservandone le ricadute sul piano personale, sociale, politico, scientifico e ambientale. Attraverso una selezione di film dedicata alle trasformazioni in corso nel mondo contemporaneo, il percorso invita il pubblico a riflettere su come crisi, mutamenti e ridefinizione degli equilibri collettivi possano diventare strumenti attraverso cui immaginare nuovi modi di abitare il presente e costruire il futuro.
Venerdì 18 settembre
Ore 19.00
Film di Stato
(Italia 2025, 78’)
di Roland Sejko
versione originale con sottotitoli italiani
Al termine incontro con l'autore
Dalla fine della Seconda guerra mondiale, e per oltre quarant’anni, la storia dell’Albania si intreccia indissolubilmente con quella di un solo uomo, il dittatore stalinista Enver Hoxha, che isolò il proprio Paese dal mondo. La storia così congelata viene riletta attraverso la chiave della cerimonialità di Stato. Parate, comizi, cortei, eventi, delegazioni, strette di mano e applausi, tantissimi applausi: in questo documentario viene enucleato come oggetto di studio semiotico l’interscambio tra apparato governativo e popolo.
Ore 21.15
E.1027 – Eileen Gray e la casa sul mare
(E.1027 – Eileen Gray and the House By the Sea, Svizzera 2025, 89’)
versione originale con sottotitoli italiani
di Beatrice Minger, Christoph Schaub
Pioniera dell’architettura moderna, la designer Eileen Gray è celebre per E.1027, la casa modernista che ha progettato e costruito sulla Costa Azzurra nel 1929. Questo documentario ricostruisce la vicenda di una casa diversa per un diverso modo di concepire il mondo, includendo la relazione tra l’artista e l’architetto Jean Badovici e il rapporto difficile con Le Corbusier, talmente ossessionato dall’edificio da andare a viverci accanto. È una storia sul potere dell’espressione femminile e sul desiderio maschile di controllarla.
Sabato 19 settembre
Ore 19.30
Il castello indistruttibile
(Francia/Italia 2025, 71’)
di Danny Biancardi, Virginia Nardelli, Stefano La Rosa
Tre undicenni, superando la paura di fantasmi e siringhe, penetrano in un edificio pericolante, l’ex asilo nido che tutti evitano o usano come discarica; lì creano un piccolo spazio di libertà, dove giocare, parlare e sognare lontano dagli adulti, dai coetanei antipatici e soprattutto dai genitori (per lo più in carcere). Ma a Danisinni, quartiere degradato di Palermo centro, diventato territorio di abusivismo edilizio, grazie a una grande mobilitazione dal basso il polo materna-infanzia, è stato riaperto nel 2024 e diventerà anche consultorio familiare: i nostri piccoli eroi dovranno trovarsi un’altra stanza della felicità.
Ore 21.15
The brink of dreams
(Rafaat einy il sama, Egi/Fra/Dan/Qat/Ara 2025, 102’)
di Ayman El Amir, Nada Riyadh
versione originale con sottotitoli italiani
Essere giovani donne in una società che ancora privilegia in modo insopportabile i maschi: questo film racconta le speranze di un gruppo di ragazze nell’alto Egitto che fondano una specie di comunità artistica dedita al teatro, alla danza, alla musica. Osteggiate da tutti, cercano di portare avanti la propria ribellione. Premiato a Cannes come miglior documentario, racconta un atto di coraggio, una sfida, un desiderio di ottenere una vita, pubblica e privata, diversa e non soggetta a tradizioni secolari.
Domenica 20 settembre
Ore 18.30
The lunch – a letter to America
(USA/Italia 2025, 94’)
di Gianluca Vassallo
versione originale con sottotitoli italiani
Gli Stati Uniti a un mese dalle elezioni che hanno riportato Trump alla Casa Bianca. Passando da New York al Midwest, fino al North Dakota, si alternano microstorie di gente comune al ritratto di due personaggi agli opposti: un acceso sostenitore di Trump e un cuoco messicano che finiranno per avere un punto in comune senza conoscersi. Questo film è sia un ritratto dell’America profonda, sia un’analisi accurata del panorama umano d’oltreoceano.
Ore 20.30
The encampments
(USA 2025, 81’)
di Michael T. Workman, Kei Pritsker
versione originale con sottotitoli italiani
Una miriade di piccole tende punteggia il prato della Columbia University, davanti alla grande scalinata dell’edificio ai margini di Harlem. L’occupazione della Columbia nell’aprile 2024, in segno di solidarietà con i palestinesi, darà avvio a proteste in molte università degli Stati Uniti. La protesta è contro il genocidio di Gaza e la politica di investimenti israeliani dello stesso ateneo, nel cui consiglio di amministrazione siede un consigliere della Lockheed Martin, nota multinazionale produttrice di armi e sistemi di difesa. I manifestanti lottano per un netto cambio di orientamento.
Alberto Morsiani è consulente cinematografico e collaboratore di riviste e quotidiani. Come critico e saggista, si occupa prevalentemente di cinema americano, concentrandosi sullo studio delle mitologie fondative e degli archetipi culturali, dei generi classici e degli autori più significativi. Ha scritto libri, tra gli altri, su John Ford, Quentin Tarantino, Anthony Mann, Oliver Stone, Gus Van Sant, Joseph Mankiewicz, Kathryn Bigelow, Jacques Tourneur, Don Siegel, Peter Weir, il western, il road movie, la motocicletta sullo schermo, il paesaggio nel cinema hollywoodiano.
Luogo:
Sala Truffaut
Via degli Adelardi, 4
Modena
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