Difficile incontrarlo, anche se è una specie ben classificata e con precise aree di diffusione. Ma, quando si entra contatto con un cigno nero, gli effetti di quell’incontro sono imponderabili.
Anche il caos è un cigno nero, fatto di eventi rari e imprevisti, le cui conseguenze, dapprima imperscrutabili, si rivelano di enorme portata: non solo irreversibili, ma anche globali. Funzionano così non solo i mercati, il clima e la geopolitica, ma anche la scienza e l’evoluzione.
Il cigno nero è l’emblema di ciò che sfugge al nostro controllo, ma non per questo è privo di logica; costituisce l’esempio concreto di un’eccezione che può diventare regola, di un’incertezza non necessariamente dissipativa, ma che spesso si rivela generativa.
Nell’eleganza distante ed enigmatica di questo uccello raro e portentoso, il festivalfilosofia sceglie di vedere una caratteristica cruciale del caos: l’inevitabile non accade mai, ma l’inatteso sempre.
Programma consultabile da giovedì 9 luglio
L’immagine è opera di Ernesto Tuliozi
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