Est-etiche del sé

film e docufilm

Est-etiche del sé

Sei docufilm al femminile
Curatore: Alberto Morsiani
A cura di: Associazione Circuito Cinema

Est-etiche del sé
Est-etiche del sé

Per Michel Foucault l’individuo non è altro che un precipitato storico di eventi, un nodo di relazioni attraversato da forze contrastanti. In lui la tesi marxiana dei dispositivi di condizionamento sociale e culturale si collega con l’idea freudiana di un soggetto represso o eterodiretto dal super-io. Da ciò deriva il difficile compito di fondare, o rifondare, un’etica, alla cui base ci sia una nuova forma di libertà, un diverso rapporto con il corpo e con i piaceri. Invece di metabolizzare ciò che per secoli abbiamo dovuto sopportare, il filosofo francese propone uno scarto, un salto, un rovesciamento. Una nuova forma di soggettivazione, una nuova forma di vita, vicina più ad un’est-etica, ad un’etica del Sé, che niente ha a che fare con la morale del dovere e della costrizione: al suo interno, l’individuo diventa veramente libero se è padrone di sé stesso, se impara a governarsi, a riconoscere le proprie forze e attitudini.

Le autrici di questa rassegna di docufilm provano a illustrare questa est-etica, da una prospettiva femminile, attraverso la liquidità frizzante e a cascata di suoni e immagini per ricostruire una dimensione psicologica complessa di memorie, emozioni, ricordi, paesaggi fisici e umani in grado, di renderci più liberi e felici e di superare traumi, angosce, ansie del passato. Nelle trame e nei protagonisti descritti nei film affiorano i fenomeni e le funzioni che consentono all’individuo di formarsi un’esperienza di sé e del mondo, ma soprattutto di agire di conseguenza.

 


 

Venerdì 13 settembre

 

Ore 19.00
Flora
(Italia 2023, 71’)
di Martina De Polo

Quando i partigiani bussano alla porta di casa sua, a Monterenzio, per chiederle di partecipare come staffetta alla Resistenza, Flora Monti ha 12 anni ma non ci pensa due volte. “Io bisogna che lo faccia”. La potente testimonianza della donna, oggi novantenne, è il cuore pulsante del film: immersa in uno spazio limbico, illuminato solo da schermi che alternano immagini d’epoca ad altre attuali, Flora racconta la propria Storia, dalle prime missioni al trasferimento nel campo profughi di Cinecittà, accendendo con la sua parola una rete ipertestuale ibrida che la amplifica ed espande.

 

Ore 20.45
Il cassetto segreto
(Italia/Svizzera 2024, 132’)
di Costanza Quatriglio

Al termine incontro con la regista

Quatriglio è un nome dell’alta nobiltà culturale siciliana, come Sciascia, Buttitta, Guttuso. Tutti fantasmi evocati dalla regista, usciti dal “cassetto segreto” e dall’immenso archivio del padre, Giuseppe, grande giornalista, scrittore, critico d’arte e sapiente accumulatore di schegge memorabili, home movie, fotografie, appunti, ritagli, oggetti. Un luogo delle meraviglie che la figlia cataloga con l’intento di donarlo alla biblioteca della Sicilia. Giuseppe affianca la figlia nella ricerca tra il 2010 e il 2011 e la trascina nel vortice di ricordi che mai le aveva svelato. Costanza prosegue da sola, garantendo la continuità creativa nell’amore per le parole diventate immagini.
 


 

Sabato 14 settembre

 

Ore 19.00
Non ne parliamo più
(N’en parlons plus, Francia/Italia 2022, 76’)
di Cécile Khindria, Vittorio Moroni 
versione originale con sottotitoli italiani

Intervengono in video collegamento i registi Cécile Khindria e Vittorio Moroni

Sarah, franco-algerina, diventando madre s’impone di trasformare gli sfocati ricordi privati in memoria storica da tramandare alla figlia. In famiglia, tuttavia, regna l’omertà: il passato è cancellato. Dovrà quindi indagare, condurre un’inchiesta, reperire testimoni che rompano il muro di silenzio di chi ha vissuto orrori traumatici, li ha rimossi e si vergogna di raccontarli alla telecamera. I registi, con inusuale tatto, creano l’ambiente e la distanza giusta perché lentamente emerga qualche verità perturbante. Sarah infatti non è un’immigrata qualunque: è una harki, discendente di algerini scappati dopo l’indipendenza per aver combattuto o collaborato col potere coloniale.

 

Ore 21.30
Stray bodies – Corpi erranti
(Adespota kormia, Gre/Svi/Ita/Bul 2024, 109’)
di Elina Psykou  
versione originale con sottotitoli italiani

Dei diritti e dei doveri del corpo, ovvero della sua integrità, della sua completezza fisica, psicologica e sociale. Il doc parla di come stare nel mondo in una chiave identitaria integra, in cui la vita e la morte, la salute e la malattia, la maternità cercata o rifiutata sono questioni che appartengono alla sfera personale e ricadono in quella sociale. Nel film si intrecciano storie di corpi erranti nell’Europa dei diritti garantiti o mancati, a seconda del paese in cui si è nati: c’è Robin, ragazza di Malta che non vuole diventare madre ed è costretta a venire in Italia per abortire, ci sono Caterina e Gaia, due donne che invece vogliono un figlio e devono andare all’estero per la procreazione assistita.

 


 

Domenica 15 settembre

 

Ore 18.30
How to save a dead friend
(Sve/Nor/Fra/Ger 2022, 103’)
di Marusya Syroechkovskaya
versione originale con sottotitoli italiani

Un diario a due voci, quella della regista e quella di Kimi Morev, compagno d’intenti e di vita per dodici anni. Quando Kimi s’arrende alle storture del mondo che gli sta attorno, quelle della Russia putiniana neo-staliniana, la sola cosa che Marusya può fare è continuare quello che hanno cominciato insieme: filmare. Essere un testimone sempre presente (ma capace anche di scostare lo sguardo, con pudore), in grado di non cedere mai al vittimismo, preferendo, sempre, l’energia della parola e le risorse colleriche del montaggio. Un film esorcistico e struggente, gioioso e commovente.

 

Ore 20.45
La pitturessa
(Italia 2023, 80’)
di Fabiana Sargentini

“Essere un’artista è una iattura ineluttabile, è talento e lavoro”: così si presenta Anna Paparatti, artista defilata eppure al centro della scena. Allieva di Toti Scialoja nella Roma anni Sessanta, ha per maestri putativi Julian Beck e il Dalai Lama. Il film è un ritratto ma anche un autoritratto, quello di Fabiana, figlia di Anna e di Fabio Sargentini, gallerista de L’Attico; e per questa prossimità all’oggetto ha due anime, una spontanea, trascinata da Paparatti, l’altra controllata dalla necessità di Fabiana di capire a cosa abbia rinunciato sua madre, quando sono giunte “le difficoltà pratiche della vera vita”.

 


 

Alberto Morsiani è consulente cinematografico e collaboratore di riviste e quotidiani. Come critico e saggista, si occupa prevalentemente di cinema americano, concentrandosi sullo studio delle mitologie fondative e degli archetipi culturali, dei generi classici e degli autori più significativi. Ha scritto libri, tra gli altri, su John Ford, Quentin Tarantino, Anthony Mann, Oliver Stone, Gus Van Sant, Joseph Mankiewicz, Kathryn Bigelow, Jacques Tourneur, Don Siegel, Peter Weir, il western, il road movie, la motocicletta sullo schermo, il paesaggio nel cinema hollywoodiano.

 

Luogo:

Sala Truffaut
Via degli Adelardi, 4
Modena
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