Portraits

Portraits

Storie di ordinaria anormalità

Ritratti filmati di esseri umani considerati in sé o nelle loro funzioni sociali, alle prese con differenze di etnia, sesso, età, cultura. Ritratti di persone comuni però eccezionali, come il “venditore di colori” Memmo, garzone di bottega poi testimone di personaggi ed epoche irripetibili, o come i due adolescenti perduti del tremendo Rione Traiano di Napoli, che grazie a uno smartphone escono per qualche tempo da una “normalità” di morti e droga, o come gli abitanti neri di New Orleans, che cercano, anch'essi, di sfangarla col mestiere duro del vivere, o come un transessuale filippino ramingo per il mondo in cerca di accoglienza, o come, infine, gli italiani qualunque di Normal, impietosa radiografia di una esistenza conformista. Ritratti, però, anche di persone eccezionali, come un tetro monaco buddista birmano, che purtroppo diventano normali quando riescono, con la loro influenza, a rendere “normale” l'intolleranza e la violenza sugli altri. Sei documentari d'autore che, attraverso il ritratto di altri diversi, ci svelano qualcosa di più anche sulle persone che siamo noi.

Curatore: Alberto Morsiani
A cura di: Associazione Circuito Cinema


Filmstudio 7B
Via Nicolò dell'Abate, 50
41121 Modena
Tel 059 236291


Venerdì 13 settembre

ore 17.50
Selfie
di Agostino Ferrente (Fra/Ita 2019, 78')

Ritratto, anzi autoritratto borderline di Alessandro e Pietro, due giovanissime anime tribolanti del Rione Traiano di Napoli, abitanti di un purgatorio proletario: i senza nome, i morti senza dignità, i vinti dalla Storia. I due ragazzi si riprendono attraverso dei video-selfie: i loro smartphone si trasformano in specchi riflettenti e deformanti attraverso i quali restituiscono l'impronta ideale di sé alla quale vorrebbero assomigliare, i loro amici e compagni, la realtà sociale attorno. A questo, Ferrente aggiunge le registrazioni degli schermi di video-sorveglianza, imperscrutabili e anaffettive, a comporre un quadro insieme agghiacciante e commovente.

 

ore 19.30
Il venditore di colori
di Daniele Costantini (Ita/Svi 2019, 62')
Al termine della proiezione incontro con Daniele Costantini, Memmo Mancini, ed Emilio Mazzoli. 

Ritratto, tra passione, nostalgia e sentimento, di Memmo Mancini, colui che Mimmo Paladino definì “viaggiatore di alchimie”, mitologica figura della scena artistica romana dagli anni Sessanta in poi, proprietario di una celebre bottega di mesticheria nei pressi del Pantheon, fornitore di tele e colori e amico intimo di personaggi come Mario Schifano, Renato Guttuso, Balthus. Tra i suoi clienti De Chirico, Warhol, Turcato, Dalì, Twombly, Rauschenberg, Chia, Cucchi e gli altri pittori della Transavanguardia.

 

 
Sabato 14 settembre 

ore 17.10
Che fare quando il mondo è in fiamme? (What You Gonna Do When the World's on Fire?)
di Roberto Minervini (Ita/Usa/Fra 2018, 123')
versione originale con sottotitoli italiani 

Ritratto empatico e al vetriolo, attraverso quattro storie e uno sfrontato reportage di combattimento, di alcuni abitanti neri di New Orleans, oggi. Il doc capta le fantasie ludiche e irreversibili di due adolescenti degli slum, padre in carcere, droga e pistole vaganti; la festa e i travestimenti del Mardi Gras precolombiano della tribù Flaming Arrows; le utopie imprenditoriali di una finta bionda scatenata; i guai persecutori della nera Judy Hill (premiata alla Mostra di Venezia), barista impegnata a cui strapperanno il locale; la rivolta di Christa Mohammed, leader del New Black Panther Party, e le sue zuffe con la polizia locale.

 

ore 19.30
Il venerabile W.(Le vènèrable W.)
di Barbet Schroeder (Fra/Svi 2018, 100')
versione originale con sottotitoli italiani 

Ritratto gelido e implacabile, ma anche ricco di risvolti satirici, del popolarissimo monaco buddhista birmano Wirathu, un tizio fascistoide che, approfittando della sua posizione di potere, da anni incita all'odio contro l'Islam e la minoranza rohingya in Myanmar, causando atti di violenza e genocidi. Schroeder gioca sul contrasto tra percezione e realtà, con effetti devastanti: le immagini sconvolgenti che ritraggono con crudezza verista gli atti di morte delle milizie ispirate dal venerabile W. sono alternate alla parola del Buddha, recitata da Maria de Medeiros, che ruota attorno all'amore e al rifiuto di ogni violenza.

 

 

Domenica 15 settembre

ore 16.20
Shelter – Addio all'Eden
di Enrico Masi (Ita/Fra 2019, 81') 

Ritratto ravvicinato e on the road di Pepsi, militante transessuale nata nel sud delle Filippine, che da Mindanao alla giungla di Calais rincorre il diritto universale all'accoglienza. In un mondo in preda a crisi d'isteria, in guerra permanente tra terrorismo e antiterrorismo, si aggira, ramingo, il suo corpo indisciplinato e sfuggente come un'ombra. L'odissea di Pepsi traccia i contorni di un io universale, non territoriale, che accomuna tra loro tutte le identità fragili; quell'io che “è un altro”: je est un autre.

 

ore 18.00
Normal
di Adele Tulli (Ita/Sve 2018, 70')

Ritratti disincantati e critici degli italiani normali di oggi, colti in momenti esemplari di ciò che la società italiana considera, appunto, normali: discoteche, parchi acquatici, corsi di ginnastica, raduni di moto, addii al nubilato, solarium, corsi prematrimoniali, anche, e per fortuna, un'unione civile tra due uomini. Emergono identità di genere definite e senza possibilità di eversione, maschi alfa e donne servizievoli, fan e vip, leader e seguaci. Azioni straordinarie diventano, più che normali, normative, e a smarrirsi è proprio la libertà, svilita dall'osservanza delle consuetudini, dei selfie, delle parole d'ordine usate a casaccio.

 

 

Alberto Morsiani, critico cinematografico e saggista, è direttore del Circuito Cinema di Modena e collaboratore di riviste e quotidiani. Si è occupato soprattutto di cinema americano dal punto di vista dello studio delle mitologie fondative e degli archetipi culturali, dei generi classici e degli autori più significativi. Tra le sue pubblicazioni “Anthony Mann” (Firenze 1986), “Joseph Mankiewicz” (Firenze 1990), “Scene americane. Il paesaggio nel cinema di Hollywood” (Parma 1994), “Oliver Stone” (Milano 1998), John Ford. Sentieri selvaggi” (Torino 2002), “Gus Van Sant” (Milano 2004), “Quentin Tarantino” (Roma 2004/2011), “L’America e il western – Storie e film della frontiera” (Roma 2007), “Quentin Tarantino. Pulp Fiction” (Torino 2008), “Il cinema indiano” (Roma 2010), “Peter Weir” (Milano 2011), “Ribelli on the road – Moto e bikers del cinema” (Roma 2013), “Paesaggi mobili. Desiderio e paura nel road movie” (Modena 2014), “Ai confini del buio. Piacere e violenza in Kathryn Bigelow” (Alessandria 2016), “Cinema di figure” (Modena 2017), “I film di Quentin Tarantino” (Roma 2018), “L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel” (Roma 2019), “Cinema in penombra. Jacques Tourneur poeta del B-Movie” (Alessandria 2019).

 

 

Associazione Circuito Cinema
Tel 059 236291 
info@filmstudio7b.it
http://www.circuitocinema.mo.it/

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