Non esistono Mondiali apolitici: dai trionfi organizzati delle dittature alle trame più o meno trasparenti dei governi democratici via via coinvolti nell’organizzazione, ogni quattro anni sul calcio vengono proiettate speranze, illusioni, pretese, caratteristiche e idiosincrasie delle popolazioni più disparate di un mondo in costante evoluzione. Per fortuna, però, i Mondiali sono soltanto un agone pacifico, colorato, a tratti surreale; è per questo che chi li osserva attentamente è in grado di vedere il mondo attraverso uno specchio deformante, che è al contempo esaltazione e parodia della geopolitica, e ci permette di riderci su.
Da anni, sui social, La Ragione di Stato detta il ritmo delle chiacchierate sul calcio con un’arguzia mai fine a sé stessa, sempre connessa a una notevole capacità di cogliere i dettagli e indicare tendenze, assurdità, incongruenze. Nell’anno della coppa extralarge, coerente con una geopolitica stabilmente sopra le righe, questa conversazione prende spunto dai meme per ampliare il discorso e comprendere perché nulla racconti meglio dei Mondiali il tentativo di trovare il bandolo di un mondo sempre più ingarbugliato e incomprensibile. Anche nelle nazioni che non si qualificano mai, come l’Italia.
La Ragione di Stato è un collettivo nato nel 2018 nell’entroterra dell’entroterra umbro. Si occupa di sport (in particolare calcio), di vicende politiche nazionali e del loro fantozziano connubio. La Ragione di Stato si manifesta in tre diverse forme: le omonime pagine social, gli spettacoli di stand-up comedy e i libri. Gli ultimi sono Dov’è la vittoria? L’Italia ai Mondiali degli anni Novanta (Milano, 2022) e Delitto e castigo, l’Italia a Euro 2000 (Milano, 2024).
Orario:
Venerdì 18 settembre ore 22.00
Luogo:
Piazza Martiri
Carpi
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