Conduce: Carlo Alberto Sitta
A cura di: Laboratorio di Poesia Aps
Nel lavoro di Edoardo Sanguineti, la lingua poetica diventa un campo di continua tensione e trasformazione, in cui parole, registri espressivi e tradizioni letterarie differenti vengono mescolati, frammentati e ricomposti per produrre forme sempre nuove di significazione. Nella sua ricerca poetica, la scrittura assume il carattere di un magma in movimento che ingloba materiali eterogenei, sperimenta soluzioni plurilinguistiche e mette costantemente in discussione ogni ordine stabile del linguaggio. Particolare rilievo assume in questo percorso la sperimentazione drammatico-musicale, che in Laborintus II investe tutti i livelli dell’esperienza sonora (tempo, spazio e timbro) nello scandaglio del disordine plurilinguistico e pluristilistico.
Questo incontro propone due interventi dedicati proprio a questi aspetti della ricerca sanguinetiana: Il caos come forma: poesia e musica in Laborintus II, a cura di Antonio Belfiore, e Il Satyricon di Cassinari e Sanguineti, a cura di Raffaella Terribile.
La lingua della poesia è dinamismo intraspecifico, in competizione permanente con i diversi piani della significazione. È maelstrom che si avvita su stesso trascinando ogni tentativo di mettere un ordine nel gorgo delle mutazioni. La parola scritta e parlata in poesia è flusso che sfugge alle norme prestabilite dalla tradizione per aderire mimeticamente al flusso del vivente. La pulsione espressiva diventa a sua volta, nel primo Sanguineti, un magma che ingloba relitti di diverse tradizioni e di molteplici stilemi per sprigionare inedite valenze che conducono a un dionisismo strettamente attuale, liberatorio e libertario. La parola poetica di Sanguineti trova nella musica di Berio un ulteriore principio di movimento e trasformazione. Nell’opera Laborintus II, attraversare la caoticità del mondo contemporaneo si configura come un’operazione dirompente, in cui il disordine plurilinguistico e pluristilistico della scrittura viene scavato dalla ricerca vocale e dalla.
L’evento consta dell’intervento di Antonio Belfiore, Il caos come forma: poesia e musica in Laborintus II, e di Raffaella Terribile, Il Satyricon di Cassinari e Sanguineti.
Antonio Belfiore svolge attività di ricerca presso il Trinity College di Dublino, dove si occupa di intermedialità tra musica e letteratura. Ha precedentemente studiato presso l’Università di Bologna e il Conservatorio di Reggio Emilia. Attualmente fa parte del comitato editoriale della rivista “Steve” ed è inoltre corrispondente da Dublino per la rivista “Menabò”. Ha pubblicato le raccolte poetiche Di giovinezza si muore (2019) e De la lang(ue) (2020). Cura su YouTube il podcast Inutile Arte, in dialogo con artisti e studiosi.
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Raffaella Terribile è critica d’arte contemporanea e studiosa di Archeologia e Storia dell’arte. Insegna a Padova e ha collaborato con le Università di Padova e di Trieste, la Soprintendenza Archeologica del Veneto e il Museo Archeologico di Padova; si occupa di scrittura d’arte e di poesia
Carlo Alberto Sitta, poeta, dirige il Laboratorio di Poesia e la rivista di poesia “Steve”.
Laboratorio di poesia
Contatti: 059 281591 | labpoesiamo@libero.it | Sito| Facebook
Orario:
Venerdì 18 settembre ore 16.00 – 18.30
Luogo:
Laboratorio di poesia
Via Fosse, 14
Modena
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