Perché le teorie del complotto, anche le più strampalate, esercitano un fascino così potente? Evidenziando i meccanismi comunicativi che alimentano il pensiero complottista, questa lezione analizzerà il modo in cui il bisogno di attribuire coerenza e intenzionalità agli eventi possa generare narrazioni apparentemente ordinate, mostrando come il complottismo rappresenti il tentativo di imporre schemi semplificatori per illudersi di controllare una realtà segnata da ambiguità, discontinuità e difficoltà di interpretazione.
Anna Maria Lorusso è professoressa ordinaria di Filosofia e teoria dei linguaggi presso l’Università di Bologna e direttrice del master in Editoria cartacea e digitale dello stesso ateneo; è stata presidente dell’Associazione italiana di studi semiotici. I suoi studi si concentrano sui processi attraverso cui le società contemporanee producono, trasmettono e interpretano significati collettivi, mostrando come linguaggi, mass media e sistemi di comunicazione plasmino continuamente la percezione pubblica della realtà e ridefiniscano i criteri attraverso cui costruiamo conoscenza, consenso e riconoscimento del vero. Fra i suoi libri più recenti, Postverità (Roma-Bari, 2018) e Il senso della realtà. Dalla tv all’intelligenza artificiale (Milano, 2025).
Ultimo aggiornamento profilo: 2026
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