Curatore: Beniamino Levi
Con la collaborazione di: Chiara Neri, Tomaso Neri
A cura di: Lart Universe, Dalí Universe
Lungi dall’essere soltanto una rappresentazione grafica dello spazio che ci circonda, le mappe possono diventare strumenti attraverso cui interpretare il mondo, dare forma all'esperienza e immaginare nuove relazioni tra luoghi, persone e paesaggi. La cartografia si trasforma così in un linguaggio artistico capace di mettere in discussione i confini tradizionali e di suggerire prospettive inedite sul nostro modo di orientarci nella realtà.
Questa mostra nasce da una riflessione sul rapporto tra cartografia, visione e caos. Attraverso opere dedicate alle mappe e alla cartografia, nove artisti internazionali contemporanei esprimono il proprio rapporto con il caos inteso come forza creativa e generativa. Ne emerge un viaggio plurale in cui le coordinate si perdono, si trasformano e si ricompongono in nuove visioni, dando vita a geografie interiori e collettive che invitano il visitatore a ripensare il concetto stesso di orientamento, facendo della mappa non più soltanto uno strumento di rappresentazione, ma un luogo mentale poetico e simbolico.
In mostra opere di: Alessandro Valeri, Alea Pinar Du Pre, Giampaolo Addari, Mariko, Yann C, Fausto De Nisco, Adriano Venturelli, Abraham Sidney Ofei Nkansah, Tommaso Romani
Alessandro Valeri è un artista italiano presente in importanti esposizioni internazionali, tra cui la Biennale di Venezia e il MAXXI di Roma. Presenta qui New York City '87, la mappa originale utilizzata nel 1987 per percorrere Manhattan seguendo i luoghi simbolo dell'arte contemporanea americana, da Andy Warhol ai protagonisti della scena newyorkese degli anni Settanta e Ottanta. La cartografia, nata per orientare, viene così trasformata in diario di viaggio e memoria artistica, sovvertendo il rigore geometrico della griglia urbana e restituendo una geografia emotiva in cui l'ordine della mappa si apre al caos dell'esperienza e dell’arte.
Alea Pinar Du Pre, artista austriaca di origini turche, utilizza la cartografia come metafora dell'interiorità. Nelle sue figure femminili le mappe geografiche diventano pelle, memoria e identità, suggerendo come l'essere umano non possa essere realmente classificato o delimitato, ma sia dotato di una complessità impossibile a racchiudersi entro coordinate precise.
Giampaolo Addari, artista romano, dipinge a olio direttamente su antiche carte geografiche. Le sue figure essenziali instaurano un dialogo con il territorio rappresentato, trasformando la mappa da documento scientifico a superficie narrativa; il suo gesto pittorico restituisce umanità alla cartografia, alterandone il significato originario e creando un intenso cortocircuito visivo.
Mariko, artista francese, costruisce il proprio linguaggio attraverso l'incontro tra culture, materiali ed esperienze raccolte durante i suoi viaggi. Le sue sculture e i disegni preparatori raccontano una geografia senza confini, nella quale la cartografia diventa metafora dello scambio culturale: le sue mappe non delimitano territori, ma uniscono mondi differenti in un'unica visione.
Yann C, artista francese nato ai piedi delle Alpi, sviluppa opere tridimensionali profondamente legate al paesaggio delle proprie origini. Le sue sculture, illuminate, proiettano ombre che richiamano i profili montuosi, trasformando la memoria geografica in esperienza visiva; la cartografia diventa così il legame permanente tra l'uomo e il luogo da cui proviene.
Fausto De Nisco, attraverso il proprio linguaggio transmanierista, rilegge la celebre Carte surréaliste du monde del 1929. La geografia viene reinterpretata secondo una logica poetica e surrealista, ribaltando la visione convenzionale del pianeta per immaginare nuovi equilibri e nuove modalità di osservare il mondo.
Adriano Venturelli, nella serie Colors, utilizza la mappa come superficie cromatica, attribuendo ai territori una forza espressiva affidata esclusivamente al colore. Completano il percorso due opere materiche dedicate al rapporto tra isola e terraferma, nelle quali la geografia diventa riflessione sull'equilibrio tra separazione e connessione.
Abraham Sidney Ofei Nkansah, artista ghanese, riflette sul rapporto tra uomo e natura. Le sue opere mostrano come ogni tentativo umano di organizzare il territorio sia destinato a confrontarsi con la forza rigeneratrice della natura, che riconquista progressivamente gli spazi costruiti rivelando così un nuovo ordine, capace di ridefinire continuamente la geografia del mondo.
Tommaso Romani, giovane artista italiano, presenta un'opera ispirata all'universo di One Piece, dove la mappa rappresenta il punto di partenza di ogni avventura. La cartografia assume qui una dimensione fantastica, diventando simbolo di esplorazione, ricerca e libertà, e dimostra come anche l'immaginario contemporaneo continui a costruire il proprio racconto attraverso le mappe.
Beniamino Levi, fondatore di Dalí Universe, è curatore internazionale di oltre 160 mostre, dedicate principalmente a Salvador Dalí e ad artisti moderni e contemporanei. Ha curato anche la mostra Salvador Dalí -Nella mente del maestro. Arte e psiche, mostra inserita nel programma del Festivalfilosofia 2024.
Lart Universe Gallery srl - Modern e Contemporary Art Gallery
Sede: Via Felice Cavallotti, 132 - Sassuolo (MO)
Contatti: info@lartuniverse.com | Sito | Instagram
Dalì Universe
Sede:Carrer Mallorca 214, 2-3 - Barcellona (Spagna)
Contatti: info@daliuniverse.com | Sito | Instagram
Orari durante il festivalfilosofia:
Venerdì 18 settembre ore 09.00 – 23.00
Sabato 19 settembre ore 09.00 – 23.00
Domenica 20 settembre 09.00 – 21.00
Visite guidate alla mostra su prenotazione (a cura di Eleonora Fietta e Tomaso Neri):
Venerdì, sabato e domenica ore 10.30 – 11.30; 15.30 – 16.30
Max 15 persone
Info e prenotazioni: Eleonora: + 39 347 6960882
Dopo il festival la mostra sarà visitabile fino al 27 settembre 2026
Da lunedì a venerdì ore 09.00 – 13.00; 15.30 – 19.30
Sabato e domenica ore 10.30 – 12.30; 15.30 – 18.30
Luogo:
Lart Universe – Temporary Art Gallery
Via Cesare Battisti, 81
Modena
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