A cura di: Galleria Antonio Verolino
In collaborazione con: Archivio Gabriele Basilico
La fotografia ferma l'istante: perciò può rivelare come anche le situazioni più instabili o apparentemente disordinate siano attraversate da strutture, ritmi e relazioni che lo sguardo fa fatica a riconoscere nel corso multiforme degli eventi. Attraverso linguaggi e sensibilità differenti, l'immagine fotografica non si limita a documentare la realtà, ma ne interpreta le tensioni, mostrando come ordine e trasformazione possano convivere all'interno dello stesso paesaggio.
Questa mostra mette in dialogo Gabriele Basilico e Giovanni Hänninen, accomunando le loro riflessioni sul caos che partono da due approcci profondamente diversi, tanto dal punto di vista generazionale quanto da quello estetico. Il celebre lavoro di Gabriele Basilico su Beirut, pur catturando la devastazione della guerra civile, si distacca radicalmente dal concetto del puro caos visivo: con un metodo analitico, geometrico e quasi monumentale, immortala le macerie e l’anarchia della distruzione nel centro della capitale libanese in una “forma del vuoto” ordinata e solenne.
Il lavoro di Giovanni Hänninen è invece incentrato su opere nelle quali le azioni dei singoli diventano flusso mostrandoci un racconto, al limite dell’onirico, al cui interno sono intuibili un inizio e una fine oltre che regole, abitudini e modalità d’uso di uno spazio, restituendo ordine al caos.
Gabriele Basilico (1944-2013) si è dedicato alla fotografia sin dagli anni Settanta. La forma e l’identità delle città e i mutamenti in atto nel paesaggio urbano hanno costituito i suoi ambiti di ricerca privilegiati fin dagli esordi: Milano. Ritratti di fabbriche (1978-80) è stato il primo lavoro dedicato alla periferia industriale e corrisponde alla sua prima mostra in un museo (1983, Padiglione di Arte Contemporanea, Milano). Nel 1984 ha documentato le coste del nord della Francia, su incarico del governo francese a partecipare alla Mission Photographique de la DATAR, progetto di documentazione sulle trasformazioni del paesaggio contemporaneo, da cui nasce il lavoro Bord de mer. Divenuto internazionalmente noto, ha partecipato a numerosissimi progetti di documentazione sul territorio, sulle città e su paesaggi antropizzati in tutto il mondo, da cui sono nate mostre e numerosissime pubblicazioni. Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo gli importanti progetti fotografici su San Francisco (2007, per incarico del SF Museum of Modern Art), Mosca (2008), Istanbul (2010), Shanghai (2010), Beirut (2011), Rio de Janeiro (2011). Nel 2012 ha partecipato alla XIII Mostra Internazionale di Architettura di Venezia con il progetto Common Pavilions. Ha esposto nelle più importanti istituzioni di tutto il mondo e ha ricevuto numerose onorificenze internazionali. Sue opere sono conservate in numerose collezioni pubbliche e private internazionali.
www.archiviogabrielebasilico.it
Giovanni Hänninen è nato a Helsinki nel 1976. Vive e lavora a Milano, dove insegna Fotografia per l’architettura presso la Scuola di Architettura e Società del Politecnico. Dal 2009 fotografa per la Filarmonica della Scala. Nel 2012 viene presentato da Gabriele Basilico nella mostra 20×20, dove espone il progetto Città inattesa e, negli anni successivi, sviluppa un percorso internazionale che lo porta, tra l'altro, a partecipare alla Triennale Off con MI-BG 49 km, a essere invitato dalla The Josef and Anni Albers Foundation a fotografare la propria residenza d'artista in Senegal e a documentare i progetti di Studio Mumbai in India. I suoi lavori vengono presentati in sedi internazionali come la Biennale d'Arte di Dakar, il MACAAL di Marrakech, la Fondazione Sozzani di Milano, AKAA di Parigi e la BAM di Palermo. Nel 2019 realizza due importanti progetti museali per il Complesso Museale della Pilotta a Parma e per il Museo Teatrale alla Scala; nel 2020 The Missing Piece, dedicato al primo lockdown milanese, ottiene la Menzione d'Onore al Premio Ponchielli ed è selezionato per il PhotoBrussels Festival, mentre nel 2021 partecipa alla XVII Biennale Architettura di Venezia con After/Dopo, realizzato con Arte Sella dopo la tempesta Vaia. Le sue opere fanno parte di numerose collezioni private e istituzionali, tra cui The Josef and Anni Albers Foundation, il MACAAL di Marrakech e il Museo di Fotografia Contemporanea (MUFOCO).
www.hanninen.it
La Galleria Antonio Verolino, situata in pieno centro a Modena, prende vita nel 2015 dall’innata passione per l’arte del gallerista eponimo, che ha sapientemente sfruttato le competenze maturate nell‘azienda di famiglia, riconosciuta come una delle più importanti realtà, sia in campo nazionale che estero, dell’antiquariato tessile di arazzi e tappeti. Da qui l’intento preciso di coniugare l’arte contemporanea al manufatto tessile. La Galleria condivide con i propri artisti un percorso creativo di crescita e reciproca conoscenza: un cammino di intensa collaborazione vissuto all’insegna di un estro senza muri e confini che si traduce in un’offerta sempre attuale dal forte potere evocativo, proponendosi anche come fucina di talenti extra-ordinari, laboratorio dove il risultato del processo artistico è sogno concreto da vivere, usare, respirare.
Contatti: 059 237845 | info@galleriaantonioverolino.com | Sito | Instagram | Facebook
Orari durante il festivalfilosofia:
Venerdì 18 settembre ore 9.00 – 23.00
Sabato 19 settembre ore 9.00 – 23.00
Domenica 20 settembre ore 9.00 – 21.00
Luogo:
Galleria Antonio Verolino
Via Farini, 70
(ang. Piazza Roma)
Modena
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